Se vuoi vivere felice

Sei sicuro che in casa tua, nel cassetto di un mobile dimenticato, non nascondi una bomba inesplosa?”

Sabato 10 Novembre si è tenuta, preso il Monastero di San Giovanni di Cava de’ Tirreni, l’ultima serata della rassegna letteraria Autunno Einaudi, che ha visto come protagonista lo scrittore Fortunato Cerlino, meglio conosciuto come don Pietro Savastano della serie tv Gomorra e attore in numerose serie tv e film.

Se vuoi vivere felice”, il suo primo romanzo, è la storia di un bambino salvato dalla fantasia. La faccia di Gomorra vissuta attraverso gli occhi di questo bambino un po’ magico, immersi, attraverso la lettura, nelle fantasie di Fortunato, ragazzino cresciuto in mezzo alla strada, forse troppo in fretta, fra inseguimenti sul Califfone e sparatorie in pieno giorno. Siamo a Pianura, periferia di Napoli, negli anni Ottanta, chi ci abita lo chiama il “Far West”. Fortunato ha dieci anni, una fame incontenibile e un’immaginazione sfrenata, in famiglia lo chiamano “‘o strologo” ovvero “quello che sa le cose”; lui vorrebbe fare il cantante neomelodico, una volta cresciuto, ma anche l’attore, l’astronauta oppure potrebbe raccogliere da terra la Smith & Wesson 357 Magnum di Patrizio e mettersi a sparare come tanti altri coetanei e non. Quello che pochi sanno è che Fortunato ha un sogno più grande di lui, qualcosa che lo tiene sveglio la notte: andare lontano, schizzare via, perché la vita corre, e lui vuole coglierla. Il romanzo di Fortunato Cerlino è unico, vivissimo, scintillante di intelligenza creativa.

Dopo la presentazione ed i ringraziamenti dell’agente editoriale Einaudi di zona, Claudio Bartiromo, che ha ribadito quanto queste esperienze siano utili alle persone che hanno “smarrito l’umanità”, il sindaco Vincenzo Servalli ha riflettuto sul buon utilizzo e le buone cose a cui sta portando il monastero San Giovanni, dove si sono svolte le serate di “Autunno Einaudi. Il liceo scientifico ” A. Genoino” è stato tra i protagonisti della serata: Umberto della Rocca (VE), sotto la supervisione della prof. Angela Di Gennaro,  ha sbalordito il pubblico e l’autore con l’interpretazione di un adattamento del monologo di Cerlino in Gomorra.

“Il pranzo è servito”, così ha esordito Fortunato Cerlino dinanzi al pubblico che affollava la sala,  “noi ci nutriamo degli incontri con le persone, ma non riusciamo a trovare azione, l’artista deve far passare a chi sta ascoltando il suo punto di vista, io lo faccio attraverso l’arte” : che arte e realtà non debbano essere distaccati, l’una deve aiutare a capire e ad affrontare l’altra. “Mi piacerebbe che attraverso i libri tornasse in auge il vero protagonista dei libri, il popolo, io parlo e voi ascoltate, ma poi voi parlate ed io ascolto, altrimenti questa serata non serve a nulla”.  La realtà di cui ci parla Cerlino è una realtà dolorosamente vera, a cosa serve ascoltare senza ragionare, senza domandare, senza pensare?

Gli anni in cui ambienta il romanzo sono quelli della nascita della nuova Camorra, “ricordo l’assalto, i litigi, la morte, il sangue, i ragazzi che dovevano cavarsela da soli. La camorra non è solo il camorrista, la camorra parte da prima, non serve aver fatto ciò che hanno fatto loro, per somigliargli, anche la violenza stessa è camorra”. Chi, meglio di Cerlino che l’ha vissuta sulla sua pelle, sa di cosa si parla? La camorra è, quindi, solo ciò che vogliono farci credere che sia o un fenomeno di più ampia portata?

“La parola è memoria, la parola è magica, dentro la potenza dell’istante presente c’è la potenza dell’istante futuro e passato”, dice l’autore, e continua: “Trovai quell’ uomo morto, disprezzato da molti, era un ladro. C’erano persone che lo deridevano e che lo schifavano, persone che lo criticavano. Ricordo, come se fosse ieri, la morte di “Spider-Man”, ero un bambino, per loro era routine, per me era un momento di forte intensità emotiva.” L’omaggio a quest’uomo è, nel libro, un omaggio alla contraddizione, un avvenimento che ha segnato la vita del Fortunato bambino, vittima della società, che ha fatto trovare la necessità, al Fortunato adulto, di raccontare la sua storia, ma un po’ anche quella di Spider-Man e di tutti coloro che in quella periferia si trovavano in un mondo così caotico, senza aver fatto nulla di male.

“L’incontro con questo bambino è stato per me un riscoprirmi, un rimettermi al mondo, quasi come se, prima di riscoprirli, avessi perso quegli anni. Riguardare il passato è stato per me così strano, ma la vita stessa lo è. Vecchiaia e infanzia, non a caso, sono uno l’opposto dell’altra, dovremmo un po’ tutti riscoprire l’io bambino che tante volte lasciamo forse un troppo indietro”. E’ davvero giusto smettere di voler migliorare  qualcosa che ci appartiene? A detta di Cerlino no, non è normale che piano piano questo mondo, questa società, anche solo il nostro piccolo, stia andando nella distruzione “finché mettiamo il piatto in tavola, va tutto bene, ma magari quello del piano di sotto sta morendo di fame, ma finché sto bene io, che male c’è?”.

Ci viene rubato il diritto all’amore, all’amicizia, alla libertà, da una società che ci fa concentrare solo sul denaro e sulla virtù propria: “viviamo, quindi, di paura, ci togliamo la possibilità di essere felici”.

“Perché proprio la scelta degli odori che ricordano casa?”, domanda il dottore Mariano Agrusta, che ha accompagnato l’autore nella presentazione del libro per tutta la serata, commentando il romanzo, “Associo mia madre e ciò che è agli odori, l’unica cosa che mi è rimasta davvero ancora ben impressa. L’abbraccio che non ho mai avuto da mia madre mi ricorda l’odore di legumi che inondava casa quando lei cucinava, l’odore era per me l’espressione del bene che ci voleva.”

“Se sei nato tondo non puoi morire quadrato” questa è la filosofia della società, ma funziona davvero sempre così? Secondo Cerlino, rompere gli schemi, le aspettative è da persone di non poco valore, non è facile, per chi nasce tondo, riuscire a  morire quadrato e si deve fare di tutto per fare avvenire ciò, attraversando sé stessi e le esperienze che la vita offre.

Il viaggio di Fortunato va a ritroso nel tempo, fisicamente e mentalmente, un viaggio tragico che, però, è utile per capire il futuro di quel Fortunato bambino che si ritrovò in una realtà forse troppo grande per un un uomo così piccolo; una riscoperta del mondo che tanti temono, del passato e del presente che ancora non cambia, della “munnezza” e della tortuosità di questa vita. Forse non è una realtà di tutti, ma è accessibile da tutti quanti lo vogliano davvero.

“Se periferia è degrado, la periferia è il degrado stesso o è la condizione di stato?” chiede un lettore. “La periferia è il contenitore di mostruosità che è meglio non vedere. Ma, in fondo, qual è il degrado vero? L’esperienza è paradossale in ogni caso, mi è capitato trovare più degrado nelle zone urbane, nelle persone stesse, che nelle periferie.”, risponde Cerlino al nutrito pubblico, che offre spunti di riflessione alla serata e all’autore stesso.

“Non hai raccontato solo la tua biografia, ma anche la nostra vita. Un libro pieno di mostri, tanti quanto quelli in ognuno di noi.”

L’ultimo omaggio della serata  è stata la performance finale delle ragazze della  III A. Guidate dalla prof. Sonia Avagliano, Giulia Magliano, Francesca Santoriello, Lucrezia Lombardi, Alessia De Martino, Valeria Alviani, Valentina Lamberti hanno danzato sulle note del video “Nuje vulimme ‘na speranza” (di Ntò & Lucariello), a cura di Paolo d’Ursi, Francesco Ognibene e Lorenzo Troisi, e l’interpretazione scenica di Raffaella Lamberti: i giovani liceali  hanno interpretato a pieno il senso della serata, la rivoluzione che dovrebbe avvenire nei cuori delle persone che prendono consapevolezza del mondo che li circonda.

“Il cuore di Fortunato è nascosto tra le pagine”,  così conclude lo splendido Cerlino, uomo dal grande passato, presente e futuro, che ha lasciato il segno a Cava dei Tirreni. Tra firme e scatti rubati, parole e pezzi di cuore, l’ultima serata di Autunno Einaudi è stata in ogni istante semplicemente unica!

-Chiara Spatuzzi

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Foto a cura di Chiara Spatuzzi (IIIC) e Alessandro Fiorillo (IIC)

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