Due chiacchiere con Amlo

“Un incontro di sguardi è uno scambio di emozioni, una relazione di luce o di ombra che va oltre il visibile e racconta in silenzio qualcosa di noi. ” (Emanuela Breda)

Prima dell’incontro al liceo  Genoino con lo scrittore Amleto de Silva, Chiara Spatuzzi è riuscita ad ottenere una breve ma intensa intervista con l’autore, che ha risposto alle domande con grande disponibilità.
Riesci a raccontarci brevemente il tuo percorso per diventare scrittore dando allo stesso tempo consigli ai giovani che vorrebbero tentare di emergere in questo strano e travagliato mondo?
Ho cominciato a scrivere leggendo, azione e reazione, no? Leggevo e mi demoralizzavo, ma poi mi sono reso conto che tanti giovani scrittori italiani facevano più schifo di me e quindi mi sono fatto coraggio e ho deciso di  entrare in questo mondo. Agli inizi ho litigato con gli editori che volevano cambiare i miei libri, perché i grandi , si sa, tendono a fare questo; i piccoli editori invece no, volevano ciò che scrivevo, pro e contro.
Tralasciando il percorso universitario, il mio è stato un andamento alternativo rispetto al solito, che mi ha portato  dove sono ora. ( E manco t’aggio risposto, dice, scoppiando a ridere).

Quale è stato il tuo primo lavoro editoriale? Ti sei indirizzato sul genere satirico sin dall’ inizio? Come ti trovi in questo settore oggi?
Ho cominciato con le vignette,  ho partecipato  ad un corso di scrittura satirica, con  Angese, precisamente. Poi, abbiamo mandato le vignette ad un giornale e da lì è scoppiato  tutto. Io e la mia amica abbiamo avuto successo da un giorno all’ altro.

Quali sono le tue preferenze riguardo la lettura, in generale? Hai un genere preferito, un autore che ti affascina in particolar modo, oppure spazi tra differenti generi e scrittori?
In genere leggo tutto, però sono trent’ anni che amo Stephen King, ho anche tradotto un suo libro. È in assoluto il migliore, un genio.
Preferisci scrivere tutto di getto o programmare la tua scrittura riguardandola molteplici volte?
Alcune cose mi escono di getto,altre vanno riviste. Dipende anche da cosa scrivi e dall’importanza che vuoi dare allo scritto.

“La Scuola di scrittura, invece, è un nido di vipere che si mordono e si parassitano l’un l’altra.” La tua affermazione in una recensione passata è collegata a qualcosa che ti è successo in quell’ambito oppure è un pensiero personale che è nato poi con il tempo?
Credo ancora che sia un mondo di parassiti, per questo ho voluto creare la mia scuola, dove non bisogna compiacere me e il mio modo di scrivere ma bisogna scrivere e scrivere di cuore.

Ed è proprio questo che oggi è venuto fuori: dalla scorza apparentemente ruvida, la sensibilità di Amlo che mette cuore e passione in tutto ciò che fa.

–  Chiara Spatuzzi

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