Se vuoi vivere felice, devi vivere quassù

                      “Diventa straordinariamente facile comprendere la nostra vita:    comunque siamo, non potevamo essere altrimenti.   Niente rimpianti, niente strade sbagliate, niente veri errori. L’occhio della necessità svela che ciò che facciamo è soltanto ciò che poteva essere.” 

(James Hillman)

Nella mattinata del 9 febbraio 2019, il liceo Scientifico A. Genoino, ha aperto le porte al famoso attore e scrittore Fortunato Cerlino. Uomo dalle mille doti,  noto per aver interpretato il boss don Pietro Savastano della nota serie televisiva Gomorra e per aver dato vita a tantissimi personaggi televisivi e teatrali, ha esordito nel 2018 come scrittore con il suo romanzo “Se vuoi vivere felice”.
Gli studenti delle classi di IIIC e IIID, coordinati dalle docenti di lettere e latino Erminia d’Auria e Annamaria Senatore, si sono immersi nella vita del piccolo Fortunato, del quale hanno fatto rappresentato la sua tenacia nel volersi ribellare ad un destino apparentemente già scritto.
“Quando c’è da lasciare un messaggio, lo lascio”, inizia Cerlino, “per me ciò che avete fatto, l’approccio che avete avuto con questo libro, è tutto frutto della parola scritta che ho lasciato e ho visto incarnare in voi ogni aspetto migliore del mio romanzo. Vi ringrazio.”
L’autore ritrae il nostro liceo come “dotato” di capacità speciali, poiché in molti pensano di sapere ma non conoscono, anzi, quasi nessuno sa cogliere il reale senso dei libri e della cultura stessa.
“Non è importante cosa fai, ma come lo fai. E voi, con l’esperienza che avete fatto fino ad ora e quella che state continuando a fare, rendete concreta l’incarnazione del sapere. Non accontentatevi mai, non smettete mai di essere curiosi, solo dentro queste cose troverete la scintilla per la felicità”
L’importanza dell’ascolto, la mancanza di attenzione per i dettagli, questi sono gli aspetti su cui più volte si è soffermato l’autore: non bisogna mai abituarsi, né tantomeno adattarsi, piuttosto pretendere d’avere e di conoscere sempre più.
“Ascoltatelo, ogni tanto, il silenzio, ascoltate cosa ha da dirvi” e il Genoino, oggi, lo ha ascoltato il silenzio di Fortunato bambino, ma ha ascoltato con altrettanta passione anche la parola di Fortunato adulto. E, come di consueto, sono seguite le domande dei giovani, dalla IIIB curiosa di sapere sull’uso del dialetto nel libro, alla IIID e alla VC. E tra musica, futuro, poesie di Montale ed Ungaretti, Cerlino ha mostrato ad una platea incantata di studenti e docenti come la parola possa essere una porta, e come la conoscenza sia la mappa che conduce alla felicità.
La performance musicale di Marina D’Amico, Pier Paolo Landri e Giampio Villa (della V C)che hanno suonato e cantato alcune delle canzoni citate nel libro, ha chiuso in bellezza una lezione che gli studenti non dimenticheranno facilmente.
“Leggete, create confronto d’esperienza e crescete insieme alla cultura, solo con la parola costruirete il vostro muro indistruttibile”, così conclude Claudio Bartiromo, agente editoriale Einaudi di zona, ringraziando i giovani per quanto di bello hanno mostrato nell’aula magna dell’istituto, dimostrando come la scuola possa essere libertà e come la cultura sia fonte di sorrisi e crescita.
Chiara Spatuzzi

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