A testa alta: uniti nella legalità

legalità

“Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.”

(Emily Dickinson)

 

Sulle note di “Viva la libertà”, il liceo Scientifico “A. Genoino”, durante la giornata del 22 Maggio, ha dato inizio allo spettacolo dedicato alla legalità, nel quale gli studenti del liceo, accompagnati dai docenti e dalle famiglie, hanno dato voce ad avvenimenti e a situazioni che di voce non ne hanno mai abbastanza.

“Che cos’è una parola responsabile?” è stato il primo quesito della serata, posto dal vicepreside, prof. Paolo Guariglia, e dalle professoresse Rachele Tortorella, Emma Scermino e Sonia Avagliano, alla sala colma di spettatori. Che cos’è, dunque, una parola responsabile? Le parole fanno solo rumore, sono loro che hanno potere di distruggere e di creare: lo hanno dimostrato le esibizioni danzanti delle ragazze della IV A, che hanno realizzato una scenografia intensa e suggestiva, il monologo di Sabrina Caracciolo di 4I, con la sua ironia garbata e sorridente, e la performance degli studenti della II D, nel ricordo di Peppino Impastato, che, con grande abilità, hanno saputo utilizzare quelle stesse parole che fanno male, per far comprendere alle persone il bene che potrebbero fare se usate nel modo corretto.

Dobbiamo dunque fermarci alle parole? I ragazzi della III C, traendo ispirazione dalla storia di Fortunato Cerlino, non si sono fermati alle parole, ma hanno puntato ai sogni, perché ogni cosa dipende dall’uso che l’individuo ne fa.
Le parole contro il silenzio, le parole dette ed eccessive, le parole di conforto che servirebbero nei momenti critici. Con le parole i giovani studenti hanno lanciato un unico grande messaggio: uniti per il rispetto della legalità.

La preside, prof. Stefania Lombardi, ha sottolineato l’importanza del rispetto e della convivenza serena come base per la formazione delle persone, innanzitutto: bisogna educare i giovani ai valori autentici, quelli che li forgeranno per la vita, quelli che possono far credere che una società civile sia un traguardo raggiungibile e non soltanto un’utopia. Alla scuola, dunque, spetta il compito arduo di accompagnare i giovani in un cammino che sia concreto, reale, fatto di esempi e non di parole inutili: i docenti, assieme alle famiglie, uniti nell’intento di plasmare i cittadini del domani.
L’intervento del primo cittadino Vincenzo Servalli ha confermato il suo appoggio istituzionale ad iniziative come questa, che scuotono le coscienze e rinsaldano il legame delle istituzioni con la parte più nevralgica e sensibile  del territorio: i giovani.
Particolarmente emozionanti il monologo interpretato da Umberto Della Rocca di V E, ispirato alla vicenda del ragazzo migrante morto nel Mediterraneo con la pagella cucita nella giacca, il “silenzio” quasi assordante, recitato dagli studenti della II E e III E, la lettera letta da un papà, Donato Ferrara, e molto altro ancora.

La musica ha rappresentato la colonna sonora dell’evento e le canzoni hanno toccato profondamente gli animi degli spettatori. In particolare, la voce calda di Davide Fiorentini, di IV F, con “Chiamami ancora amore”, quella appassionata di Danilo Della Rocca, ex studente del Genoino, che ha cantato “La voce del silenzio”, quella armoniosa delle professoresse Lucia Benincasa e Paola Bucciarelli, accompagnate dalla band d’istituto, hanno coinvolto il pubblico , che ha intonato, insieme a loro, le note della canzone “Si può dare di più”, trasmettendo un messaggio di speranza e di fiducia in un futuro migliore.

Magistrale la conduzione della responsabile del Progetto Legalità,  prof. Angela Di Gennaro, l’anima della serata, che ha accompagnato tutte le esibizioni con grande sensibilità.

Al termine della serata, il messaggio, forte e chiaro, è che le parole, le vere protagoniste della manifestazione, sono frecce, proiettili, sono reti sufficientemente grandi da catturare il mondo e abbracciare i cieli, ma possono anche distruggere, devastare. Ed è per questo motivo che vanno usate responsabilmente, per ricordare, per aiutare, per salvare, per essere finestre su un mondo da scoprire.

Chiara Spatuzzi

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